Eventi nel mondo informatico
Nelle scorse settimane si sono verificati alcuni eventi che hanno scosso parecchio il mondo informatico.
Innanzitutto e’ mancato Steve Jobs, che ha lasciato una profonda impronta nel mondo informatico, avendo contribuito a fondare l’Apple, e lanciato prodotti e servizi innovativi.
Io stesso ne sono debitore perche’ il mio amore per i computer e’ nato vedendo un Macintosh in una vetrina di un negozio, moooolti anni fa
Poi e’ mancato Dennis Ritchie, creatore del linguaggio C, linguaggio di programmazione informatico alla base di sistemi operativi e devices.
Da serio informatico
anch’io ho studiato il linguaggio C e gli sono debitore per tutto quello che ha contribuito a creare.
La cosa che mi dispiace e’ stata che molte persone abbiano messo a confronto le due scomparse, puntando il dito in particolare sul fatto che Jobs sia stato piu’ al centro dell’attenzione di Ritchie: e’ ovvio che Jobs sia piu’ conosciuto e quindi la sua morte (tra l’altro prematura) abbia destato piu’ clamore.
Io dico: sono scomparse due persone importanti, portiamo il loro ricordo nel cuore e basta!
Nel frattempo che avvenivano queste due perdite, altri due fatti rimbalzavano in rete, legati entrambi alla censura.
La prima, dai toni piu’ leggeri, riguardava la diatriba tra Nonciclopedia e Vasco Rossi. Nonciclopedia e’ una sorta di Wikipedia demenziale, e contiene un sacco di voci scritte in tono grottesco-satirico su tante cose, tra cui anche Vasco.
A quanto pare, i legali del noto rocker non hanno gradito la pagina in questione, e hanno avviato dei processi legali contro i loro gestori.
Da qui e’ partita una grande diatriba, alimentata dai social network in primis Facebook, e che ha destato molta attenzione nei media tradizionali. Il tutto si e’ poi risolto con la cancellazione della pagina, e il ritiro della denuncia.
Ho notato molta ostilita’ nei confronti del cantante per questa sua sorta di repressione. Sicuramente non ha scalfito la sua grande popolarita’ ma da questa vicenda ne esce sicuramente poco bene…
La seconda, ben piu’ grave, ha riguardato una clamorosa protesta contro un comma della cosiddetta Legge Bavaglio, che impone in soldoni l’obbligo di rettifica entro 48h di un articolo, se questo lede qualcuno.
Non avendo Wikipedia una redazione, han deciso di rendere inaccessibile i loro contenuti per protestare contro l’ipotesi d’approvazione della legge.
Anche questa notizia ha avuto molta eco, in quanto in nessun paese era accaduto che la creatura di Jimbo Wales si autocensurasse.
Purtroppo il nostro Paese sta sempre piu’ andando alla deriva, e la Rete, con le sue potenzialita’ di trasmissione del messaggio, fa troppa paura.
Cos’altro dobbiamo aspettarci?
Massimo Previato
(foto di mvjantzen)
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